venerdì 29 luglio 2011

dopo molto tempoOk...............

allora...............piu' di un anno che non scrivo un rigo, mai stata brava a tenere i diari , non lo ero a 20 figurati a 40 anni.

Allora che dire...abbiamo finito il 2 anno di materna, non e' che sia stato splendido splendente, semplicemente la ragazza si e' ammalata meno, ma la sua voglia di andare a scuola e' rimasta pressoche' identica allo scorso anno, vale a dire scarsissima. La causa............???????multifattoriale . E' cresciuta e' bellissima, furbissima e come ogni mamma ne sono stra innamorata, ogni giorno penso sia la cosa migliore della mia vita, anche quando sono cosi' stanca che potrei dormire ovunque e le sue parole che vanno a raffica mi stordiscono.

Domani si parte per il mare, sono settimane che mi chiede il giorno della partenza, abbiamo gia' fatto una bellissima settimana in montagna.

Ok sara' bene che mi decida a preparare le valigie.........

lunedì 15 febbraio 2010

che facciamo per san valentino???

Gia' giovedi sera mio marito dice a cena"senti ma non ti andrebbe di uscire sabato, dai un giorno prima ma e' pur sempre san valentino", io che sono sempre restia a festeggiare queste feste gli dico"mmmmmm va bene, lasciamo la bimba a dormire dai tuoi?", lui "si dai..........!!!!!!!!"......e passa, deciso come organizzare il fine settimana si chiude la conversazione.

Arriviamo a sabato pomeriggio, la piccola va in piscina, tutto sembra correre su binari sereni, ma..........alle 16 si sveglia dal riposino e mi dice "mamma ho mal di stomaco" e io "forse hai fame vuoi fare merenda?", lei serena ma con uno strano sguardo mi dice di si.

Scendiamo e dico a mio marito "guarda che dice che ha mal di stomaco" e lui "ma figurati!!!!"
Peccato che dopo quel figuarti siano iniziati a raffica una quantita' di vomiti irriproducibili, alle 19 la bimba aveva vomitato (contato dal marito)15 volte, povera beveva a piccoli sorsini la soluzione "schifosissima"reidratante, ma tempo 5 minuti la vomitava, finite le asciugamani.........
Poi hanno iniziato i vomiti dei succhi gastrici, a quel punto presa dalla bimba sento il marito che dice"e' saltato san valentino" lo guardo e gli dico"direi..........."
Alle 20 eravamo in ospedale, dove hanno messo in flebo la piccola e da dove siamo uscite ieri pomeriggio alle 16 con un bel +2 di acetone.
Ha continuato qualche vomito ma ora pare vada meglio.......
Lo dico io mai programmareeeeeeeeeeee , ogni volte finisce cosi'.

sabato 6 febbraio 2010

amare i figli

e cosi' se la piccola si becca lo streptococco all'asilo dopo che con un sacco di fatica eravamo riuscita a rimandarla, tu vuoi che la mamma non rimanga COLPITA anche lei???
colpita e affondata veramente, febbre a 39 , linfonodi al collo grandi come mandarini e una pappa umana, grazie alla medicina che con gli antibiotici ti rimette in pista.

Questa mattina intanto mentre eravamo in bagno che lavavo la fagiola, questa mi guarda e mi spara un bombardone "mamma la tua cicogna si era persa anche lei?"....... e io "no ...no era andata nella pancia della mia mamma subito".
Ma non demorde "la mia si era persa, ma scusa non ho capito allora la mia pancia come si chiama?"..........ecco..... a parte che noi non sappiamo proprio nulla e quindi si e' credibilissimi dicendo "non lo so tesoro", ma questa storia di raccontare di cicogne, pancie e cuori mette comunque una bella confusione, ma pare che altro non ci sia da raccontare.

Pero' loro ti sparano delle mine nei momenti meno impensati, quando tu pensi non ci stiano pensando perche' sono mesi che non si parla della sua storia e sono mesi e mesi che non chiede di guardare le foto del viaggio...........ma tu vai a capire come funziona la testa di un bambino.

Bisognerebbe riuscire a ricordare con la memoria come eravamo noi, ma purtroppo crescendo si perde memoria, si affinano altre cose e cosi' ci si ritrova adulti e genitori a vedere un mondo (del bambino) dove noi siamo gia' stati senza ben riuscire a capirlo, che peccato

lunedì 14 dicembre 2009

lettera

... da una qualunque figlia adottiva a un qualunque genitore adottivo...


Siamo da due lati opposti e al tempo stesso complementari; rendiamo possibile un incontro tra mondi che trascende da legami di sangue e somiglianze di tratti.

Non esiste alcuna ricetta, così come non c’è alcun manuale del buon genitore.
L’istinto, forse.
Ogni storia, poi, è storia a sè.


Assomigliamo alla terra in cui siamo andati a vivere, più di chi a questa terra appartiene da secoli e generazioni.

Assorbiamo come spugne il meglio e il peggio di mamma e papà... forse per un inconscio bisogno di mettere radici.


E così impariamo a guardare al di là...


Capiamo che i legami sono forti, proprio laddove non sono scontati e non sono dati a priori.

Capita, a volte, la sensazione di sentirsi incompleti: sono occasioni tanto utili, quando belle, pur nel loro essere destabilizzanti. Servono per scoprirsi e scoprire.
L’importante è non aver paura e non sentirsi soli.

Vogliamo tornale là, dove siamo nati, per rispondere a quell’irresistibile richiamo della Pacha Mama.
E proprio là scopriamo, in lacrime, che nessuno ci aspetta, nessuno ci assomiglia davvero, pochi si ricordano di noi.
Servirà a comprendere l’importanza di tutto ciò che si vive e si è vissuto “a casa”. E tornarci sarà bello.

Abbiamo bisogno di andare fieri della nostra storia. Non siamo dei “graziati”, ma semplicemente molto fortunati. Ognuno di noi, poi, ringrazierà chi meglio crede: un Dio, il Destino, una legge, la burocrazia...

A volte veniamo guardati con sospetto: ci sentiamo richiedere il permesso di soggiorno, ci viene domandato “ti senti integrato?”, assistiamo a espressioni stupite quando qualcuno si accorge che parliamo bene l’italiano.
Se non ti puoi nascondere, perché carnagione, occhi, capelli non te lo consentono, l’unico modo per sopravvivere è portare se stessi con fierezza.

Non vi ricopriamo di ringraziamenti, nè di lusinghe, per la vostra scelta: sappiamo quanto essa sia coraggiosa, difficile e meditata.
Non è ingratitudine, quanto piuttosto un sentirsi talmente figli, che a volte ci si scorda di non essere nati dalla pancia di mamma.

Non “esotizzate” il nostro Paese d’origine; non vestiteci con abiti che là nessuno indossa più; non iscriveteci a corsi di balli tradizionali o lingua.
Sappiamo molto bene da dove veniamo: lo specchio ce lo ricorda ogni giorno.
Se avremo bisogno di scoprire, andremo alla ricerca, e il vostro appoggio sarà indispensabile.
Ma potrà anche capitare il rifiuto, per un po’.
Nessun dramma: è difficile per chiunque sentirsi a metà tra due mondi; lo è anche per noi, che cresciamo e cerchiamo di formare la nostra identità.

Viviamo spesso di contraddizioni: ci vantiamo di essere nati altrove, ma non sappiamo quasi nulla di quei luoghi. Mostriamo con sorriso beffardo la carta d’identità che scrive di un Paese lontano, però poi rispondiamo in dialetto alle domande, con un briciolo di saccenza. Abbiamo l’esigenza di mescolarci e passare inosservati, per non dover sempre dare le stesse spiegazioni... ma al tempo stesso proviamo la necessità di sentirci orgogliosamente diversi.

Si rimane così, in bilico.

Nessuna ricetta, dunque...




Insegnateci a non aver paura di essere ciò che siamo.
Insegnateci l’amore per la scoperta.
Create il bisogno di mettere radici.
Insegnateci a mettere in discussione i rapporti, affinché cambino e si arricchiscano, senza assopirsi sulla certezza di uno stesso cognome.


Tutto il resto è un banalmente meraviglioso - o meravigliosamente banale - rapporto tra genitori e figli.

venerdì 11 dicembre 2009

scuola dell'infanzia

Mercoledi vado a prendere mia figlia alla scuola materna, arrivo e lei mi corre incontro e dice "mamma oggi ho pianto" e io "perche'?". Sono molto stupita della cosa perche' non ha mai....dico mai pianto a scuola nemmeno ai tempi del nido, quindi rimango perplessa e lei mi risponde "perche' si!".
Lascio cadere il discorso, ha solo 3 anni e forse....forse non sta dicendo seriamente anche perche' mi sembra serena in quel momento.
Giovedi stessa scena...."mamma ho pianto " e io "perche'?" lei sempre "perche' si", a questo punto chiedo alla direttrice della scuola "scusa baby T dice da 2 giorni che piange sai qualcosa ??" e lei risponde "no, che io sappia la sua insegnante mrs D non ha detto nulla"...va beh anche sta storia che mrs D faccia il part-time, avendo la sezione dei piccoli e che quindi nel pomeriggio alle 16 non si veda mai non e' che mi garbi molto pero'....tanto e' cosi .
A quel punto io e baby T usciamo, tanto innutile chiedere a chi dice di non sapere, salgo in macchina e dico "tesoro ma perche' piangi a scuola??e' successo qualcosa che ti preoccupa?" e lei "si! io non voglio disegnare"........COSA??? piange per quello??
Incalzo e le chiedo "ma piangi per quello?" e lei "si.......io ho paura a disegnare", "cosa ti fa paura a disegnare?".............silenzio poi dice "MRS D, perche' se non disegniamo bene e non riempiamo gli spazi vuoti ci sgrida tanto tantissimo, e io non sono brava e mi sgrida".......................ANSIA materna e ora che faccio????...con la pupa lascio cadere il discorso e lo devio su altro.

Alla sera arriva a casa il papa di baby T e racconto risposta "devi parlare alla MRS D" e io che penso.......ha grazie non ci ero arrivata.........

Oggi vado a scuola, la bimba arriva e solito sipario "oggi ho pianto ", io che penso...ma che cazzooooooooooo disegnano tutti i santissimi giorni in sta cazzo di scuola.....!!!!!!!!!!

Vado dalla direttrice ma........sorpresa non ho tempo di intervenire che lei mi precede e dice "anche oggi T ha pianto, ma non e' che e' successo qualcosa in famiglia???".......io ero sbalordita sara mica vero allora che le famiglie hanno sempre colpa!!!!le amiche mi avevano avvisato ma io non volevo crederci...

A quel punto dico "no guarda a casa solito tran tran....nessuna novita' di rilievo ne bella ne brutta, ma T. ieri mi ha riferito che ...bla ...bla...bla..."ripeto fedele le parole di mia figlia.
Ma come risposta ottengo "assolutamente non e' vero, ma sai credere a una bimba di 3 anni si commettono errori", come no!!!.
Allora le dico "he gia' hai ragione, a volte gli errori si commettono anche a credere a persone di 50 anni, pero' sai avrei proprio piacere di poter vedere la MRS D, si puo' combinare???, perche' vedi siamo tutti piu' sereni se questa cosa finisce in fretta che dici?".
Bene telefonata di stasera alle ore 20 "mamma di T. sono MRS D ho saputo che vorresti parlarmi", e io "si mi farebbe piacere mi puoi dire quando e a che ora che mi organizzo con il lavoro?" e lei"ma dai si puo' parlare anche ora per telefono tanto sai sono solo cose di bimbi di 3 anni , ci vuol poi mica molto a capirci giusto??".......... io intanto penso che giusto un piffero lei non mi sfugge cosi' facilmente e rispondo "no D. voglio parlarti per capire, vorrei che T fosse serena per quanto possibile proprio perche' ha solo 3 anni, dimmi quando e  a che ora per cortesia".

Appuntamento ottenuto lunedi alle 13 ........benissimo e sperem bene....intanto mio marito ha escogitato che T e' ammalata e sino a dopo la befana la si tiene a casa, perche' secondo lui e' solo stanca .....e speriamo che la praticita' maschile abbia ragione

venerdì 27 novembre 2009

troppe cose

A voi :

Quando ti sembra di avere troppe cose da gestire nella vita, quando 24
ore in un giorno non sono abbastanza, ricordati del vaso della Maionese e
dei due bicchieri di vino...

Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti
alcuni oggetti.

Quando la classe incominciò a zittirsi, prese un grande barattolo di
maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf.
Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e costoro risposero
che lo era.

Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel
barattolo di maionese. Lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono
negli spazi vuoti, tra le palline da golf.
Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi
concordarono che lo era.

Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò,
aggiungendola nel barattolo; ovviamente la sabbia si sparse ovunque
all'interno.
Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti
risposero con un unanime 'si'.

Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e
aggiunse il loro intero contenuto nel barattolo, andando così effettivamente
a riempire gli spazi vuoti nella sabbia.
Gli studenti risero.

'Ora', disse il professore non appena la risata si fu placata, 'voglio che
consideriate questo barattolo come la vostra Vita.
Le palle da golf sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri
bambini, la vostra salute, i vostri amici e le vostre Passioni; le cose per
cui, se anche tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la
vostra vita continuerebbe ad essere piena.
I sassolini sono le altre cose che hanno importanza, come il vostro
lavoro, la casa, la macchina...
La sabbia è tutto il resto: le piccole cose.
Se voi mettete nel barattolo la sabbia per prima, non ci sarà spazio per
la ghiaia e nemmeno per le palle da golf.
Lo stesso vale per la vita: se spendete tutto il vostro tempo e le vostre
energie dietro le piccole cose, non avrete più spazio per le cose che sono
importanti per voi.
Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra
felicità: giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia ed i genitori
fin che ci sono; portate il vostro compagno/a fuori a cena... E non solo
nelle occasioni importanti! Dedicatevi a ciò che amate e alle passioni,
tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti.
Prendetevi cura per prima cosa delle palle da golf, le cose che contano
davvero. Fissate le priorità...


Il resto è solo Sabbia.

Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il vino.
Il professore sorrise: 'Sono felice che tu l'abbia chiesto.
Serve solo per mostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la
vostra vita: ci sarà sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un
amico.

giornata nuova, .....cose vecchie

He si si, ultimamente so come sono  quando mi alzo e non so piu' come mi ritrovo quando ho finito di lavorare.
Oggi e' andata meglio di ieri, pero' inizio a incavolarmi con me stessa .... mi lascio troppo contagiare dagli stati d'animo altrui, alla mia veneranda eta' che cavolo qualche bariera emotiva dovevo averla pur messa su''' invece, scopro che niente sono una pirla.

Adesso tra un po' vado a prendere la baby alla scuola, questa mattina ha piantato una grana colossale perche' "IO voglio, andare a scuola con la gonna", alle 7 di mattina se vuoi arrivare al lavoro puntuale con lei gia' a scuola non conviene discutere o cercare compromessi, prendi una gonna dall'armadio e via....
Siamo sulla porta di casa e la piccola baby dice "he chissa' che dira' lorenzo oggi" e io "cioe'?" e lei "he beh sai l'ultima volta mi ha detto che sono bella con la gonna"........................
MADONNINAAAAA santa ha solo 3 anni e 3 mesi!!!!!! a 10 anni cosa vuoleeeeeeeeeee!!!!!!!!

E adesso sono proprio curiosa anche io di sapere cosa ha detto oggi Lorenzo.

Il papa' invece e' impegnato alla sera nelle prove per la recita scolastica (fa lo specchio di Biancaneve) .....povera me.......e io.........